Fanzin numero 10

Il numero dieci. Per noi cresciuti nei campetti a sbucciarci le ginocchia e a rincorrere la palla ha un solo significato: quello di chi con il pallone ci fa dribbling, finte e tiri a giro e ha una gran sborata. E’ quel numero che, quando ai miei tempi si giocava facendo la telecronaca di Pizzul, era sulle spalle di Robi Baggio e un po’ tutti, almeno per un giorno, l’abbiamo sognato. Il numero dieci è quello che unisce la classe, l’eleganza e la fantasia.
Bene, ora che avete pensato a tutte queste belle cose dimenticatele pure. Qui di classe ed eleganza ne troverete poca, anche se si tratta del numero dieci. Tuttalpiù ci potrà essere della fantasia, quella si che ne abbiamo a iosa.
E se proprio vogliamo continuare il paragone diciamo che questo numero più che un fantasista rappresenta un mediano un po’ appesantito, di quelli che vedi nei campi amatoriali di provincia e che giocano con la maglia attillata anche se è una XL. Di quelli che mangiano le lasagne prima di giocare e si fanno birra e paglia finita la partita. Uno di quelli che si presenta con la fiatella d’alcol nello spogliatoio. Uno di quei giocatori che va avanti con l’ostinazione e anche se passano gli anni non si rassegna agli acciacchi e alla sua corsa sciancata.
Insomma, uno di quei giocatori che comunque vada non smette di sognare.

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