Breve disanima sulla fobia dei pennuti


Per la continuazione della specie umana, a livello antropologico, l’amore risulta inutile in quanto rende l’individuo incapace di rispondere prontamente agli stimoli esterni non permettendogli più di donare il suo corredo genetico al maggior numero di esemplari possibile.

Come vuol spiegare l’articolo, i pennuti occupano uno spazio che a noi umani è proibito dalle leggi naturali dell’aerodinamica e della gravità.
Questo spazio è l’etere, l’aria che respiriamo, il cielo, il firmamento; luoghi nei quali culturalmente si pensa abitino gli DEI, i morti, le stelle e dove si pensa risieda la vita dopo la morte.
Possedendo ossa concave, vengono percepiti come esseri quasi incorporei, leggeri, intangibili, volatili, incontrollabili.fobia pennuti
“Oggetti” ai quali non è possibile mettere un guinzaglio.
Hanno però il becco (la punta) che come un coltello, come una freccia, come il cazzo, penetra all’interno della carne della vittima (dell’altro).
Se si viene punti, colpiti dal becco dell’uccello, ci si ammala.
Si rischia di essere in balia di una malattia intangibile, incontrollabile, che permette di volare alti nel cielo.

Si teme di ammalarsi di AMORE.
Da qui la paura di sprofondare negli abissi di un mare di dolore.
Quindi la fobia dei pennuti non è altro che la paura di essere felicemente penetrati dal cazzo e di perdere il controllo.

Sottolineo, a livello soggettivo, alcune analogie lessico-sintattiche alquanto indicative: uccello-cazzo, felicità-intangibilità-incontrollabilità, penetrazione-amoredolore.

di Senor Bob

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