Cronaca locale


Danilo era grosso, aveva un petto come quello di Roberto. Nessuno osava contraddirlo. Era malato di figa con tendenze misogine. Se non ti davano il culo le donne erano troie che se la tiravano, le italiane in primis. Per trovare donne con la D maiuscola bisognava spostarsi più a est, diceva. vascelli articolo
Ausilio invece viveva agli antipodi, era macilento, rachitico e vecchio. Gli piaceva il cazzo e beveva vino bianco frizzante.
Ausilio aveva un bar che non vedeva l’ora di vendere ma essendo l’unica fonte di reddito, era costretto a lavorarci. Sognava i tempi in cui faceva il mozzo di bordo su grandi vascelli per ricchi signori che d’estate giravano il mediterraneo. Magari era una metafora per rimpiangere la gioventù andata in cui vendeva il culo a ricchi signori con “grandi vascelli”, ma a noi non importa. Rispettiamo.
Rispetto che lo stesso Ausilio non ebbe quando, vedendo entrare Danilo nel bar, lo attaccò, accusandolo di aver rubato il Corriere di Forlì.
Danilo pensava ad uno scherzo ma Ausilio reiterò l’offesa: ladro.
Nessuno dava del ladro a Danilo. Gonfiò il petto appena massaggiato e spinse Ausilio nella cucina del bar.
La televisione trasmetteva Santa Barbara.
Colpì con un potente schiaffo la guancia di Ausilio e disse che se avesse pronunciato ancora la parola ladro, avrebbe conficcato il tubo della stufa a legno nelle sue cavità anali.
Ausilio si coprì la guancia offesa con le delicate mani e, con le lacrime agli occhi, disse:
Allora hai il cazzo grosso?

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